"Il PAESE DELLE MACCHIE" di Nadia Croin
Racconti e visioni poetiche nati durante il corso 'esercizi di creatività' condotto da Annalisa. Un percorrso di tre lezioni che attraversa Rodari, De Bono e Munari, tra pensiero laterale, manualità e ricerca, per mettere in moto processi creativi.
Ho sentito raccontare da uno stormo di
cornacchie
di un paese da esplorare: il Paese delle
Macchie.
Un bambino senza nome, quella piccola canaglia,
l’ha creato a colazione, popolando la tovaglia.
Macchie in fila l’una all’altra, come tanti
soldatini,
son venute alla ribalta, valicandone i confini:
burro, latte, marmellata…macchie dai mille
colori,
come truppe in avanzata, hanno invaso dentro e
fuori.
Con un grido di battaglia, conquistando il
monopolio,
macchie ovunque sulla maglia, dilagando a
macchia d’olio.
Un corteo in rivoluzione, che rivendica il
potere:
“Del sapone abolizione!”, “Dash a calci nel
sedere!”
Fino a vincere il conflitto, macchie unite mai
sconfitte!
Macchie scure d’olio fritto delle patatine
fritte,
macchie rosse, macchie chiare, grasse, a
schizzo e accidentali,
tutte in piazza per votare alle elezioni
comunali.
Il momento fu solenne, scritto su tutti i
giornali,
quando Sindaco divenne, con successo senza
eguali,
una gran Macchia d’Inchiostro come non ce ne
son più;
Vicesindaco, un’illustre grande Macchia di
Ragù.
E tra il popolo che affolla ogni giorno la
città
puoi conoscere – controlla – macchie d’ogni
qualità:
di caffè, di pennarello…dalle forme un po’
speciali,
facce buffe col cappello, occhi, naso e con gli
occhiali.
Se alle macchie darai caccia, con un po’ di
fantasia,
ci vedrai anche la tua faccia e, sicuro, anche
la mia.

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