Tu quella lì la conosci di Daniela Lusso


Ci sono cose che già conosci. 
Piccoli segnali. 
Piccoli ma chiari e precisi. 
In un attimo tutto ti è chiaro, anche se continui a dirti che tu ne sei fuori, che a te non succederà. 
Non ti prenderà. 
Eccola. 

Tu quella lì, la conosci. 
Sai che faccia ha, riconosci il gusto che ti lascia in bocca, le parole con cui si accompagna.

Tu quella lì, la conosci.
Giro più volte intorno al tavolo della mia cucina, rimando l’uscita da casa.
Devo andare a prendere il pane…..ma sto ancora girando intorno al tavolo.

Tu quella lì la conosci
Le chiavi, la borsa. No meglio quella piccola: devo solo andare a prendere il pane.
Farà freddo? Esco sul balcone a sentire.
Metto la giacca, mi basta.
Faccio un giro intorno al tavolo. A volte non vedo le cose.
Cosa dimentico?
Sono davanti alla porta.
Sei sicura? E’ il punto di non ritorno
Non trovo più ragioni per girare intorno al tavolo.

Apro la porta
Chiudo la porta
Scendo le scale
Tu quella lì la conosci.
Sono davanti al portone.
Il tavolo è troppo lontano ormai

Apro
Esco
Il portone lentamente si richiude
Io la vedo con la cosa dell’occhio.
Mette un piede, blocca la porta.
Per un attimo vedo la sua faccia nella fessura.
Io cammino
Mi allontano

Devo solo andare a prendere il pane
Io quella faccia lì la conosco: occhi spenti, vuoti
Riconosco il sapore che lascia in bocca: xanax, lexotan, tavor.
Si accompagna con parole vomitate: bestia, rabbia, puttana, non respiro, la testa mi esplode, un pugno nello stomaco, soffoco, muoio.

Devo andare a prendere il pane, devo solo andare a prendere il pane…

Lei è ferma, non esce dal portone
Lei non viene con me, oggi.
Io la conosco

Tolgo il piede
La porta si richiude
Risalgo le scale
Apro la porta e do quattro giri di chiave
Meglio mettere anche il catenaccio
Mi siedo e aspetto
Non tarderà molto.
Deve solo prendere il pane.

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